rifugio brigata alpina cadore

Il Rifugio Brigata Alpina Cadore è una delle fabbriche che caratterizzano la storia recente dell’Alpe del Nevegal. Si tratta di un parallelepipedo edilizio di grandi dimensioni, da molti anni chiuso al pubblico.
Auspichiamo che un giorno questo rifugio possa tornare ad aprire al pubblico, e che ciò possa entrare nel più generale progetto di riqualificazione e rilancio dell’Alpe, da poco avviato (Alpe del Nevegal).
Nel frattempo, ad agosto 2013, dolomiti contemporanee vi ha realizzato la prima sessione di Open in Painting.

Il Rifugio Brigata Cadore è diventato una tavolozza en plein air, una tela di cemento a tutto tondo, di 100 metri per 10 d’altezza, che ha accolto le immagini, e le storie, di alcuni giovani artisti contemporanei. Questi artisti sono pittori, non writers. C’è una bella differenza. Hanno lavorato su temi legati all’ambiente, alla montagna, all’uomo, al rapporto, e ai contrasti, tra l’ambiente e la montagna. Lo stesso Rifugio Brigata Cadore si staglia e contrasta, volumetricamente, in modo interessante, rispetto al paesaggio circostante. Sembravano messi lì apposta, quei neutri muri cementizi, in attesa di prendere ed incarnare figure e scene, diventando quadro, e libro.

La politica cultuale inaugurata da Dolomiti Contemporanee nel 2011, continua dunque a proporre la propria riflessione su siti dal potenziale interessante, chiusi o dimenticati, convogliando in tal modo delle attenzioni su si essi, e innescando delle reazioni che spesso conducono alla rifunzionalizzazione di tali spazi.
Il Rifugio Brigata Alpina Cadore costituisce una risorsa inutilizzata. L’azione di focalizzazione su di esso vuole portere un momento di visibilità, grazie al quale sarà possibile avviare ragionamenti di recupero ulteriori, altrimenti difficili o impossibili. L’Alpe del Nevegal è il primo sostenitore di questo progetto, che è stato patrocinato da Regione del Veneto e Comune di Belluno, e che ha ottenuto l’autorizzazione e l’apprezzamento della Soprintendenza ai Beni Architettonici ed Ambientali. L’operazione artistica sul Brigata, può essere considerata la metafora stessa dell’azione sull’Alpe. Se il Brigata Cadore è una risorsa da molti anni inutilizzata, altrettanto possiamo dire del Nevegal. Recuperare ad un uso attivo il Rifugio è, evidentemente, cosa più semplice che recuperare il Colle. Riaprire il Brigata Cadore è cosa possibile.

Riportiamo un breve passaggio pubblicato on-line su Il foglio radicale delle Dolomiti:
“Il rifugio Brigata Alpina Cadore è in disuso da tempo. E’ una struttura vecchia e brutta, che stona con l’ambiente bellissimo del Nevegal. Non ho la soluzione in tasca per il rilancio del Nevegal, ma è certo che ci vogliono i soldi per farlo e il comune di Belluno non ne ha, quindi non resta che chiederli ai privati.”
Questo testo riflette, in modo piuttosto infantile, una visione stereotipa, quindi acritica, delle cose. L’arte contemporanea è un modello culturale in grado di modificare le visioni stereotipe ed i clichè, che sono pericolosi, perchè immobilizzano la mente dell’uomo, e impediscono lo sviluppo di processi ideativi e produttivi.

Ecco come vediamo noi la cosa: 
il Rifugio Brigata Alpina Cadore non è né bello né brutto, bello e brutto sono categorie soggettive, che è perfettamente arbitrario ed inutile applicare a soggetti e oggetti. Noi, ad esempio, lo troviamo essenzialmente poetico, maguardaunpò. Il Rifugio Brigata Alpina Cadore è invece, senz’altro, oggettivamente, un edificio interessante, per la forma stessa del volume costruito, per la collocazione rispetto all’ambiente, ed anche per l’attuale sua condizione d’abbandono, rispetto alla quale ci auguriamo un recupero funzionale.
 
Dolomiti Contemporanee ha già compiuto alcune operazioni grafiche su manufatti architettonici significativi abbandonati, o direttamente sul paesaggio (ex cava di Casso). Ne stiamo immaginando altri (Diga del Vajont).
 Si tratta di operazioni culturali prima che grafiche, che consentono una rilettura dell’oggetto a cui sono applicate. L’oggetto non smette di essere sé stesso, ma sulle sue superfici cresce una nuova storia, che ha sempre a che fare con la vecchia storia, attraverso il rimando dei significati e le metafore d’immagine.

L’edificio non viene negato, o coperto: l’edificio abbandonato, viene ripreso, e mostrato nuovamente. Kaku, Davide Zucco-Rekal, Andreco, per primi hanno operato sul Rifugio Brigata Alpina Cadore, lavorando sui muri esterni, da terra al tetto, su tre lati lati. 
Una grande pittura murale integrale, la costruzione di un apparato di segni, che racconta questa fabbrica, questi luoghi, questo ambiente.
Crediamo che, al di là del valore artistico dell’operazione, questa sia un’occasione per lavorare in modo nuovo, su un’idea rinnovativa dell’immagine della montagna, che troppo spesso viene riproposta in modo vecchio, per cartoline e clichè, invece che per slanci, attraverso una ricerca espressiva e contenutistica accurata.

qui il video di open in painting, l’intervento grafico-pittorico realizzato sul rifugio brigata alpina cadore ad agosto 2013, che verrà completato, con una seconda sessione, nel corso del 2014.

qui una photogallery relativa alle opere realizzate nel 2013.

qui new murals for open in painting su gorgo

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