meteorite + paths: immagini e video

Meteoriti a Casso, il suono e la luce, niente crateri

Venerdì 12 settembre, a Cas, è stato avviato il nuovo ciclo espositivo.

La serata si è aperta con il Concerto di Luca Magariello, giovane violoncellista torinese. Il Concerto si è svolto nella Chiesa di Casso, ed ha visto in scaletta un’alternanza di pezzi di Bach e Kurtag, musica classica barocca e contemporanea in confronto, serrato. (Il confronto, serrato, è la dimensione dell’interno nostro progetto, uno dei suoi fulcri.) Significativo anche l’ultimo set, nel quale è intervenuto Willy Merz, con un pezzo di elettronica sperimentale, The Fibonacci Cave. Willy Merz, compositore e musicista, è anche Presidente della Fondazione Merz di Torino: a Casso con Maria Centonze, curatrice della Fondazione, partner di DC, insieme alla quale Fondazione, quest’estate, è nato il progetto di triangolazione di Meterorite in Giardino/OFF, che comprende anche Palazzo Riso.

Il pezzo di Willy Merz è stato realizzato apposta per l’occasione: suoni di pietre, catturati e ricombinati secondo diverse sequenze, a creare textures sonore, liquide, ritmiche, ambientali. I suoni elettronici sono fluiti, ancora alternati ad altre fasi del violoncello, nelle quali Magariello ha liberato la potenza dello strumento. Qui Willy Merz: “la parte elettronica è costituita interamente da suoni naturali ottenuti dall’azione su pietre e successivamente elaborati al computer. Non si tratta però quasi mai di suoni percussivi quanto piuttosto di lunghe fascie ottenute con lo sfregamento e l’inumidimento delle varie pietre. La struttura musicale si caratterizza come un gioco tra simulazioni acustiche di spazi angusti, cupi e sotterranei a momenti più ampi e sereni. Come una voce nascosta della pietra e della montagna quindi, che trova nel particolare spazio di Casso un luogo quasi naturale per emergere”.

Alle 19.00, a fine Concerto, riattraversato il borgo (umido), ci si è trasferiti allo Spazio, dove sono state inaugurate due mostre: Meteorite in Giardino, in partnership con Fondazione Merz e Palazzo Riso, e Paths.

I siti che DC sceglie di riattivare, e in cui viviamo e lavoriamo, sono, per scelta deliberata, difficili: difficili da raggiungere, difficili da ripensare, difficili da riaprire, difficili da gestire. Ma sono siti potenti e stimolanti, in modo peculiare ed estremo, dei quali si riesce a mostrare, ed a muovere, il potenziale, mescolando i flussi, i network, le attenzioni, gli uomini. All’opening di venerdì, erano presenti molti artisti, venuti da molte parti (in mostra: Michael Fliri, Cecilie Hjelvik Andersen, Botto&Bruno, Caretto e Spagna, Alessandro Piangiamore, e Stefano Cerio). C’erano i partner della Fondazione Merz, e c’era Angela Vettese -anche lei come Maria Centonze nella Giuria di Twocalls- e c’era gente. C’erano anche gli abitanti di Casso: si cerca quotidianamente, attraverso il lavoro, di coltivare relazioni con la comunità locali. Se si vuole lavorare sul territorio, non si può evitare di muoversi anche in questo senso, bisogna possedere un’attitudine spiccata alla relazione, che va coltivata. Non basta quindi invitare i bravi artisti e i partner di peso culturale, portando nei contesti chiusi i loro preziosissimi sguardi esterni, aperti. E’ altrettanto necessario lavorare dall’interno. Durante l’inaugurazione di Meteorite in Giardino, diversi residenti hanno accettato di prendere parte ad una performance di Alessandro Piangiamore, i cui esiti mostreremo a breve: ancora una volta, sguardo interno ed esterno si sono incontrati. In questo modo, accade che una mostra non si riduca ad un’esposizione, ma diventi una parte di un costrutto socio-culturale rinnovativo, e questa è precisamente ciò che noi intendiamo con il termine contemporaneo: il senso presente alle cose, che va portato, e riconquistato, sempre.

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