Brain-tooling: prime foto dell’opening

Sabato 30 giugno 2018, dopo un anno (la riapertura storica di Monte Ricco con Fuocopaesaggio fu a maggio 2017) ed alcuni altri mesi intrisi di ragionamento (qui tutto è intriso a fondo, o non è), ideativo e strategico, di crescita organica del pensiero concreto, di stesura e condivisione ed emanazione dei concept, di preparazione e avvicinamento; mesi di traffici e lavori, con gli artisti in Residenza a Pieve di Cadore e mobili, che le Residenze nostre sono tante e una sola interconnessa e vivamente intrecciata al paesaggio; e che quindi gli artisti sempre in viaggio e trasferimento, con noi e con gli altri, tra Pieve e Borca e Casso e San Vito e gli altri centri della Curvatura, e reincontrandosi poi spesso in giro per l’Italia, a Palermo e a Venezia e in ogni dove, annodando e riannodando sempra di dentro e da fuori, e dopo aver cresciuto e consolidato le reti territoriali (ancora e sempre): sabato 30 giugno abbiamo dunque aperto Brain-tooling.



E la mostra, fulmini permettendo, la teniamo su fino al 30 ottobre (ieri è scesa na saetta che l’ha quasi aperto in due, il Forte, maddai, esagerato, ma insomma, molti danni agli impianti tecnologici, mezze luci partite, no wifi, e ci vorrà un po’ per riparar tutto, una bella sberla, e comunque, mostra aperta, avanti).

All’Opening, sabato, sono intervenuti i rappresentanti della nuova amministrazione. Oltre al Sindaco di Pieve, neoeletto, e alla sua squadra, c’erano i Sindaci di Borca e San Vito, con i quali lavoriamo già da tempo (Progettoborca, SanVito apede), e alcuni amici Cassani, che anche nel Vajont non ci fermiamo, mai (Nuovo Spazio di Casso, TwoCalls: news a breve sulle prossime attività qui).
Il territorio quindi, animato dalla gente (gli amministratori sono prima di tutto abitatori, cittadini), e dalla piattaforme di rigenerazione.
C’erano i rappresentanti di Fondazione Cariverona ed enti gestori del Forte (Fondazione Tiziano, Fondazione Museo dell’Occhiale).
C’erano quasi tutti gli artisti (24 in mostra), e, tra le centinaia di persone, un sacco di altri artisti e creativi da mezza Italia venuti a vedere Brain-tooling e Tiziano Contemporaneo, e alcuni acuminati collezionisti (e cari amici), e gente che si occupa di Beni culturali e di rigenerazione, e di paesaggio e tecnologia, e di fotografia e di cinema, e di economia e riuso.
E c’erano poi gli abitatori della valle, e gli artigiani che ci han dato una mano a tirar su la collettiva, i parenti di Romano Tabacchi e Carlo Erba in persona, e i Robox, che han performato l’aderenza sonica, e via dicendo.



Tutti, parlando in apertura, han sottolineato come il contemporaneo – in particolare il contemporaneo delle reti e della progettualità DC- non è sorto oggi sotto un cavolo, ma è un’opzione che va avanti, con impegno e fatica, dal 2017, e che la si porterà avanti.
Bene, diciamo noi, che lavoriamo sodo, sempre, per far capire, penetrare, quest’idea di una cultura che produce il movimento e il rinnovamento, che non si costruisce e afferma in un giorno, che necessita di tempo per prender forza ulteriore e la considerazione che merita, che è uno strumento di lavoro e non d’intrattenimento, che non serve a far le feste ma a ristorare e valorizzare e accendere, eccetera.

E la stessa mostra è così: Brain-tooling non è un’improvvisazione, ma, come in tutti i nostri concept, la raffinazione di un pensiero responsabile e aperto sul ruolo  degli uomini e degli spazi e dei concetti: ne discutiamo, scriviamo (facciamo, performiamo, scaliamo così, dal 2011): arrampicare, usare le mani e il cervello, usare le mani per modellare il cervello, il cervello per correggere l’odiosa inerzia della fisiologia corporea (oppure no: dipende dal passaggio).

Nemmeno Tiziano Contemporaneo è un progettuzzo di branding, come percepirà qualche cosiddetto esperto del management pauperoculturale (rigattieri e rivenditori son sempre in mezzo, ma il varsor -come lo definì l’ex Sindaco Antonia Ciotti- passa e li ribalta nella palta dei canali): ma un’ardimento intelligente, la cui accelerazione in curvatura bisogna saper dosare, per non stracciarlo ma crescerlo, come ogni cosa buona e forte in potenza, con decisione e fermezza, senza fretta né polluzione.

Ringraziamo tutti quelli che ci hanno dato una mano a costruire questa mostra e a gestire la Residenza a Pieve, e in particolare (oltre ad artisti e curatori e agli enti partner): Elena Maierotti, Evelyn Leveghi, Lorenzo Barbasetti di Prun, Carlo Erba, Gianna Tabacchi, Romano Tabacchi, Massimo Nadalet, Daniele Da Ru, Diego Imperatore, Luca Vecellio, Enzo Valmassoi, Oscar De Mario Sartor, Ferramenta Ravara, Hotel Pelmo, Bar Progresso.



Insomma, per ora queste le prime foto dell’Opening di sabato scorso, quindi, ancora ‘n’attimo di pazianza, verran le altre (le foto dei lavori nelle schede artista, foto di Giacomo De Donà e Nicola Noro, con i testi critici redatti dai curatori), i video, eccetera.

Qui gli orari di mostra, e si va (avanti, e in su).

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