Tempesta Vaia > Corpo di Vaia > Cantiere di Vaia

Per chi non lo sapesse ancora, Tempesta Vaia è il nome dell’evento disastroso che alla fine di ottobre 2018 ha colpito il triveneto e la sua montagna, atterrando oltre dieci milioni di metri cubi d’alberi.

Noi, la notte del 29 ottobre ci trovavamo all’ex Villaggio Eni, in Progettoborca.
Questo il nostro primo sguardo, un istante dopo il grande schianto.

Poi, per quattro mesi, mentre si affrontavano l’emergenza e il post-emergenza, si sono raccolti i dati.
In tutto il territorio, si sono susseguiti i Convegni, molti Convegni, a cui han partecipato la protezione civile, gli scienziati forestali, gli ingegneri idraulici, i politici, i volontari, gli enti, gli abitanti della montagna.
La gravità e la complessità della situazione è apparsa subito evidente. Dopo qualche settimana di sparate a caso sui numeri, e di informazione approssimativa, si è iniziato a comprendere la reale entità del danno, ed a fornire dati accurati, processabili.

Sono innumerevoli i temi legati a questo evento, così vasto e complesso.
Ora le ditte boschive sono all’opera: nei prossimi mesi, decine di migliaia di camion consumeranno l’asfalto e solleveranno le polveri al cielo, attraversando i nostri paesi, per portar via la foresta schiantata.

Per noi, Tempesta Vaia sarà il cuore della stagione 2019.
E’ logico e naturale che sia così.
DC è un ente ricognitore, e un editore contemporaneo, della montagna e del paesaggio e dei patrimoni, che opera attraverso pratiche di cura, idee, processi e strategie: intellettuali, culturali, territoriali.
Per noi il Corpo di Vaia è il paesaggio, dopo lo schianto, nel suo esser mutato, e nella sua fase attuale: rinnovazione.
Il Cantiere di Vaia è dunque il ragionamento, e la pratica responsabile, attraverso cui dovremo dimostrare di saper gestire questo nuovo stato di fatto, insieme al futuro della risorsa.
E, se si vuol ragionare bene e con attenzione, in modo organico, si comprenderà facilmente  come questo ragionamento venga a connettersi con altri, come ad esempio quello che riguarda la Candidatura olimpica di Milano e Cortina per il 2026, e come questa possa (debba) venire intesa. Se l’Olimpiade verrà, essa garantirà un’attenzione, e determinati flussi, al territorio, per i prossimi anni. E tali flussi dovranno risultare utili al territorio stesso, e servire ad esso. Mentre talvolta e non di rado, si sa, questa prospettiva naturale si ribalta, e il grande evento, invece di servire il territorio, se ne serve. Attenzione quindi: attenzione a far bene. L’Olimpiade, se viene, può aiutarci a rigenerare il territorio e le sue risorse, in modo sostenibile. Compresa la risorsa ambientale appunto, compromessa da Vaia. A noi par questa par cosa evidente. O no?

La sorte delle foreste alpine, la sensibile -a tratti drammatica- modificazione del paesaggio, con la distruzione di interi boschi, le necessità e le opportunità ora legate alla cura del patrimonio ambientale, i pericoli, le procedure, l’esbosco, la struttura degli apparati radicali, la programmazione della rinnovazione, e poi ancora il crollo del prezzo del legname, la sua commercializzazione, lo spreco del materiale, le centrali a biomasse, il problema degli insetti, le opportunità di costruire filiere intelligenti con il legno, e via dicendo, sono da mesi al centro del dibattito post-emergenza, insieme a moltissimi altri temi: che tratteremo nel corso della stagione, nutrenco la riflessione con le pratiche, attraverso le idee e le pratiche, che porta in dote il contemporaneo, quale strumento critico brandito dall’uomo (come un’ascia, dalla lama intelligente).

gianluca d’incà levis, 8 marzo 2019.


Alcuni link utili:

- Il bollettino meteo che, il 26 ottobre 2018, annunciava l’allerta meteo.
- Un intervento di Tommaso Anfodillo sullo stato del bosco a seguito del disastro del 29 ottobre (intervista del 31 dicembre 2018).
- Il Convegno La tempesta Vaia. Disastro o opportunità per le foreste del Nord-Est?, organizzato dalla Fondazione G. Angelini, svoltosi a Belluno l’8 febbraio 2018.
Video interventi dei relatori. Audio interventi dei relatori.
- il TESAF su Vaia.

 

 

 

news

6 giugno 2019

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23 maggio 2019

DC partecipa all’incontro: Le pratiche artistiche e culturali come cura delle fragilità dei luoghi e delle persone, che si svolge domenica 26 maggio 2019, ore 15.00, Palazzo delle Esposizioni, Roma. Intervengono: Claudio Bocci, Direttore di Federculture Leonardo Delogu,
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3 aprile 2019

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24 gennaio 2019

Giovedì 31 gennaio 2019Ore 20.30, Sala Comunale di San Vito di Cadorepresentazione del progetto Sanvido Apede per la valorizzazione del centro storico di San Vito di CadoreL’incontro è aperto al pubblico, la popolazione è invitata     Il progetto Sanvido
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