Sabato 30 luglio ha inaugurato Dolomiti Contemporanee, dando forma al concept di questo progetto, e incarnandolo nei nuovi spazi di Sass Muss. Questo luogo è un centro. Un centro, o un distretto, o un dispositivo. Inaugurate le prime tre mostre DC, a cura di Bruciati, D’Incà Levis, Zanchetta. Nell’arco della giornata, sono passate più di 1.500 persone. Per la prima volta dopo trent’anni, questi spazi sono stati mossi, con l’arte contemporanea. Intervenute autorità, patrocinatori, sponsor, molto pubblico. Persone non addette ai lavori, incuriosite da un’operazione nuova, da una visione, annusavano l’aria e alzavano la testa e guardavano gli edifici
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26 luglio 2011

sabato 30 luglio ore 18:30 apertura del nuovo complesso espositivo di sass muss lancio del progetto dolomiti contemporanee inaugurazione delle prime tre mostre, a cura di andrea bruciati, gianluca d’incà levis, alberto
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27 giugno 2011

il bunker. una piccola costruzione geometrica di cemento a due vani nell’area scoperta tra l’edificio pavione e l’edificio sass de
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DC partner dottorato sostenibilità alpina torino & le reti




Il cammino della sostenibilità alpina. Strumenti partecipativi per la cura del patrimonio culturale e ambientale del Monte Rosa.

Michele Guerini è laureato in Geografia e Scienze territoriali.
A gennaio 2022 ha iniziato un corso di dottorato (driven Sciences: Technologies for cultural heritage – Tech4Culture) su tematiche green all’Università degli Studi di Torino.
Dolomiti Contemporanee è Partner del progetto.


”Il dottorato green è un percorso orientato alla conservazione degli ecosistemi abiotici, alla riduzione degli impatti del cambiamento climatico e alla promozione di uno sviluppo sostenibile.
Il focus del progetto è sullo sviluppo sostenibile del territorio montano. Nello specifico si concentrerà sul massiccio del Monte Rosa, perché esso rappresenta uno scenario perfetto sia per la ricchezza dei processi naturali in atto che per le evidenze dell’adattamento dell’uomo in territori montani.
La valutazione della Geodiversità dinamica, lo studio relativo ai servizi ecosistemici, ma anche (e soprattutto) la ricerca storica della mutevole relazione tra uomo e natura di quest’area saranno utilizzati in chiave transdisciplinare.
La prospettiva è quella di valorizzare il patrimonio scientifico e culturale alpino, fornire conoscenze sulla stabilità e sugli scenari evolutivi degli ambienti montani e creare le basi per migliori pratiche sullo sviluppo sostenibile dei territori montani.    
È necessario studiare la storia pregressa – sia naturale che culturale – di un territorio per arrivare alla salvaguardia del suo patrimonio storico e naturale.
L’obiettivo è quello di lavorare sul territorio a stretto contatto con partner, amministrazioni e popolazioni locali, per proporre un progetto di gestione sostenibile della geodiversità e del territorio stesso, che tenga conto degli impatti e delle opportunità offerte dal cambiamento climatico.

Il fine sarà la proposta e la cartografia di un sentiero della sostenibilità, che avrà lo scopo di unire diversi Geositi selezionati in base al loro valore scientifico (cioè alla loro capacità di preservare il patrimonio storico-ambientale del territorio).
Con ciò si intende valorizzare il patrimonio naturale e riabilitare appieno il potenziale dei paesaggi studiati, in particolare con la riscoperta e la valorizzazione delle storiche popolazioni locali Walser.

Il progetto si avvarrà di una rete di collaborazioni dell’Università di Torino (Alleanza Unita Montium – WP4, Sesia Val Grande UNESCO Global Geopark, CNR-IGG, Comitato Glaciologico Italiano, CAI Varallo Sesia, Walser Kulturzentrum, Monterosa 2000 Spa, Unione Montana dei Comuni della Valsesia) per rafforzare l’azione sui temi ambientali dell’Assessment of diversities for Cultural Heritage enhancement and Geoheritage conservation (in linea con il SdG15), anche con il supporto logistico locale dell’Unione Montana dei Comuni della Valsesia e dell’Associazione Sesia Val Grande Geoapark.
Si prevede la possibilità di visita presso l’Internationale Vereinigung für Walsertum (Svizzera), il GeoInformation Centre dell’Univ. Adama Mickiewicza di Poznan (Polonia) e Dolomiti Contemporanee.

 

Relazioni
Siccome nasci ad est, non vai mai ad ovest?
Non noi. Noi no.
Da sempre, pensiamo la montagna, pensiamo alla montagna, e vogliamo muoverla.
Quindi ci muoviamo.

Costruire relazioni tra i paesaggi. O continuare a dormire a casa propria (che spinge non ha casa, e il filosofo è aoikos).

A Torino, abbiamo delle buone reti, altrochèno, abbiamo fatto cose, portato cose di Torino nelle Dolomiti, le nostre lì, spesse volte.

Da anni pensiamo ad un progetto che crei una relazione spaziale tra Edoardo Gellner e Carlo Mollino: nel 2021 abbiamo iniziato a parlarne con alcuni docenti e dottorandi del Politecnico di Torino. L’idea prevede una traversata dell’Arco Alpino, da qui a lì.

Ma con ordine.

Nel 2014, abbiamo realizzato una mostra collettiva con la Fondazione Merz nello Spazio di Casso al Vajont: meteorite in ambiente.
In quell’occasione, Willy Merz ha suonato nella chiesa di Casso, con Luca Maganiello.
Maria Centonze, curatrice della Fondazione Merz, è nella giuria del Concorso artistico internazionale two calls for vajont.

Nel 2015, G. D’Incà Levis, curatore di DC, ha preso parte al Convegno internazionale alpi architettura patrimonio, a cura dei politecnici di milano e di torino. Il Convegno si è svolto al Valentino, qui il saggio del curatore inserito negli atti del convegno, pubblicati da mimesis nel 2018.

Nel 2015, Gianluca D’Incà Levis è stato testimonial del Bando Innovazione ORA!  Linguaggi contemporanei, produzioni innovative, dedicato alle arti visive, performative e alla cultura digitale della Compagnia di San Paolo.

Nel 2016, G. D’Incà Levis ha preso parte  ad Alpenland 2030, tracce di futuro, un incontro svoltosi al Forte di Exilles, ma che meraviglia, a cura di Antonio De Rossi e Roberto Dini dell’Istituto di Architettura Montana-Dad-Politecnico di Torino, nel quale si è discusso del futuro del territorio alpino, insieme ad Annibale Salsa, antropologo, Enrico Camanni, scrittore e giornalista, Marcella Morandini.

Nel 2016, DC ha partecipato a the others, viva le fiere.

Nel 2017, G. D’Incà Levis ha preso parte alla giuria di Camera con vista, premio sul patrimonio culturale, architettonico e paesaggistico della Regione Piemonte. C’era anche Carolyn Christov Bakargiev (lo diciamo per i succhiatacchi), abbiamo bisticciato, ha avuto le parole che si meritava.

A giugno 2023, DC ha partecipato a: ARTE CONTEMPORANEA X RIGENERAZIONE URBANA, a cura di Francesca Canfora e Laura Tota, all’interno di Paratissima, nel complesso della Cavallerizza.

E così via.

G. D’Incà Levis è nel consiglio scientifico di ArchAlp, Rivista internazionale di architettura e paesaggio alpino dell’Istituto di Architettura Montana del Politecnico di Torino.

Là ci sono gli amici di leap factory. E un giorno finalmente la vedremo: la faremo.

Nel 2021 è venuta a trovarci, a Casso, Daniela Berta, direttrice del Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi del CAI. Insieme ad Andea Lerda. E la vedremo.

Antonio de rossi è santolo di cristopher.

Insomma, perbacco, suvvia, stixxxxx, aux Blanches Mains, ma certo: avanti savoja