15 luglio 2018

  15 luglio 2018: carlo erba è giunto in progettoborca. carlo erba, lui sì è un esploratore culturale, altro che quel ballefiacche in moleskina di chatwin, che piace a te, che stai fermo o viaggi come un commesso, con gli abiti neri appesi nell’abitacolo. carlo erba è stato il mio assistente personale in braintooling, manifestando attitudini alla socializzazione, ottime doti relazionali, alacrità ed efficienza nel lavoro, spirito di abnegazione, saldezza morale, e una singolare attitudine intelligente al pensiero originale (un tantino in loop); generosità in logorrea, atleticità intersinaptica, affidabilità, (begli occhi, dice marta allegri, incontrando il
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17 marzo 2016

9 giugno 2015all’improvviso, appena seppellito lee, arriva il nuovo vampiro (beata prole: sugge l’insugghiabile): cristopher.anchedetto christo.la madre, che conosco da un anno, e conosce bene me, non torna.abbandono di primipara? non lo so, a quel punto non so ancora nulla.qualcuno dice addirittura che lei e l’abbia voluto affidare.ne dicono d’ogni colore.le prime cose sui cervi inizio ad impararle da quel preciso momento.sono un curatore, assorbito da molti progetti culturali e artistici complessi, non ho tempo per altro.ma ora vivo in questo bosco, a borca di cadore.nell’ex villaggio eni, dove nel 2014 ho attivato progettoborca, una delle
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10 agosto 2015

 Ci è sempre successo, sempre ci succederà, abituati siamo già (lo sappiamo), mai ci abitueremo (non lo accettiamo). Per quanti uomini buoni e capaci si mettano insieme, in interi mucchi policromi dai riflessi accecanti (fantescenze, fantescenze naturali), il grigio cretino non lo si debella. Uno dei motivi per cui si agisce bene, ed uno del metodi di contrasto attraverso cui si può rilevare la differenza stessa tra bene e male, è appunto la presenza dei cretini. I cretini sono degli indicatori indiretti di intelligenza: l’intelligenza brilla di per sé stessa, e poi anche nel confronto con la cretineria. Questo chiaroscuro, è
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30 marzo 2015

Sapere, costruire vs. ignorare, distruggere A luglio 2014, è stato attivato un progetto di valorizzazione culturale e rigenerazione sull’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore (Corte di Cadore): si tratta di Progettoborca. Il progetto è stato ideato, e viene sviluppato, da DC Dolomiti Contemporanee. Dolomiti Contemporanee è un progetto nato nel 2011, noto a livello nazionale, sostenuto da centinaia di partner, pubblici, privati, culturali, che si occupa di ripensare e rilanciare grandi, straordinari siti, all’interno della regione delle Dolomiti Unesco, rivalutandone il potenziale. Progettoborca è una piattaforma articolata e complessa, che opera a diversi livelli,
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15 novembre 2014

tunnel city – diciamo, per una polisemia della trasformazione dello spazio, dato che il tunnel non è una mappa: l’unica mappa possibile è un processo, inevitabilmente neurale, per fare lo spazio, e non per descriverlo /chi descrive, non fa, non è/. lo spazio è sempre un vuoto, siderale, come tale una conca.lo spazio è solo attivo, non esiste spazio passivo: altrimenti si tratterà al massimo di un luogo/stanza/cubicolo. lo spazio può esser solo acceso, ricerca di potenza /del potenziale/.è il rifiuto dello stato di fatto, dell’incapacità di generare grappoli e concatenamenti, dell’inerzia contemplativa, dell’assenza d’urgenze
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25 luglio 2014

Alcuni mesi fa, mentre cominciavamo a lavorare al Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont, ora in pieno svolgimento, le nostre idee erano già ben chiare. L’intenzione non era semplicemente quella di realizzare un’opera d’arte, per imporne la presenza sulla Diga del Vajont. Il Concorso non è un’iniziativa. E’ un elemento, parte di un processo generale, e coerente con esso. Questo processo è Dolomiti Contemporanee. Potremmo definire Dolomiti Contemporanee un progetto, o modello, ed anche uno sguardo critico sul paesaggio, un’azione di ripensamento, rivalutazione, del contesto. Ripensamento culturale o funzionale, per
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3 luglio 2014

l Venerdì 27 febbraio si è svolto presso il Nuovo Spazio di Casso l’incontro-conferenza dal titolo Cultura: un motore per la montagna, curato da Dolomiti Contemporanee.Un centinaio le persone giunte a Casso per l’occasione: non un pubblico generico, e invece un pubblico attento; un pubblico attivo. Lo Spazio di Casso è un Centro per la Cultura Contemporanea dalla Montagna, avviato nel 2012 (e chissà se riusciranno a farcelo tenere aperto), nel quale si lavora per costruire delle immagini critiche del territorio, del  paesaggio, delle prassi di senso che l’uomo vi attiva. Non si arriva per caso in questo luogo,
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15 gennaio 2014

decreto valore cultura e caserme agli artisti una buona idea? un’idea che si concretizzerà? un’idea che, se si concretizzasse, avrebbe effettivamente la possibilità di funzionare, contribuendo a riprendere, convertire, valorizzare risorse e volumi inutilizzati?e sarebbe possibile far ciò, al di là della possibilità di occupazione di detti spazi attraverso iniziative artistiche estemporanee, magari anche pregevoli, o forse, immaginiamo, in molti casi, solamente generose?sarà mai possibile che un simile provvedimento venga abbracciato, concretamente, con intelligenza collaborativa da parte di tutti quei soggetti, in particolar modo amministrativi, e degli enti
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31 dicembre 2013

il tono nella dedica, dedica tonante (come il cannone del negro).ecco dunque, finiti i fiaccanti caroselli del 31/1, anedonizzanti, salve a vuoto perlopiù, d’auguri, contrauguri, antiauguri (quelli che si rifiutano, e lo decretano -come se a qualcuno interessasse questo loro punto di vista, che forse, chissà, essi han l’ardire ciondolante di un giudizio financo critico? -di far gli auguri, più numerosi del solito quest’anno: alcuni, stucchevoli e banali più degli altri, mai stanchi della propria voce-ritmo-di-zoccolo, come sempre, a ribadirlo alle greggi del proprio mutile pubblico), ora di nuovo buoni i cieli carichi e sgombri, d’aria pulita
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14 agosto 2013

Dolomiti Contemporanee e Fondazione Dolomiti Unesco: una riflessione sugli elementi teorici e pratici di una compatibilità.   [...] Tra i numerosi soggetti, pubblici e privati, che sostengono il progetto Dolomiti Contemporanee, vi è la Fondazione Dolomiti Unesco, che lo patrocina sin dalla sua nascita, nel 2011. Riteniamo sia importante chiarire la compatibilità tra la funzione di questa importantissima struttura che a partire del 2009 governa, protegge e opera a favorire la conoscenza delle Dolomiti-Unesco, e un progetto d’arte contemporanea che lavora, per una precisa scelta culturale, in questo stesso teatro (per alcune di queste considerazioni generali,
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DC e Fondazione Dolomiti Unesco


Dolomiti Contemporanee e Fondazione Dolomiti Unesco: una riflessione sugli elementi teorici e pratici di una compatibilità.

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[...] Tra i numerosi soggetti, pubblici e privati, che sostengono il progetto Dolomiti Contemporanee, vi è la Fondazione Dolomiti Unesco, che lo patrocina sin dalla sua nascita, nel 2011. Riteniamo sia importante chiarire la compatibilità tra la funzione di questa importantissima struttura che a partire del 2009 governa, protegge e opera a favorire la conoscenza delle Dolomiti-Unesco, e un progetto d’arte contemporanea che lavora, per una precisa scelta culturale, in questo stesso teatro (per alcune di queste considerazioni generali, rinviamo anche all’articolo “Dolomiti Contemporanee. Un laboratorio d’arti visive in ambiente”, pubblicato su Le Dolomiti Bellunesi). Le Dolomiti sono diventate Patrimonio dell’Umanità nel 2009, in virtù dell’eccezione valore universale che esse rappresentano. E’ stato in quel preciso momento che si è iniziato a immaginare di dar corpo al progetto Dolomiti Contemporanee. Un progetto che sapesse produrre un’attività di analisi e interpretazione creativa significative di questo Bene, nel momento in cui esso raggiungeva tale riconoscimento. L’espressione “eccezionale valore universale” è una formula aperta, e un principio umanistico. Essa non significa che le Dolomiti siano, in primis, un oggetto di valore in sé stesse, ovvero a prescindere dall’uomo. Esse lo sono nel rapporto -culturale- con l’uomo. Le Dolomiti non sono Patrimonio in sé, ma Patrimonio dell’uomo. I valori che possiedono, non sono dati aprioristicamente, non sono oggettivi: sono attribuiti loro dall’uomo. La categoria estetica del Sublime, che è uno dei parametri di valutazione del Bene, in particolare rispetto al Criterio VII della Convenzione sulla Protezione del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, è posta dall’uomo. Riflette la prospettiva, la visione, il pensiero, le facoltà percettive, la struttura sensoriale e mentale dell’uomo, la sua dimensione fisica rispetto alla dimensione dell’oggetto, il suo intenderlo. E l’umano intendere si svolge, sempre, e per poesia e per scienza. L’“eccezionale valore universale“ non è perciò insito nel Bene: è posto dall’uomo, come il concetto stesso di Bene, che non preesiste all’uomo, ma è un concetto umanistico, elaborato criticamente, attraverso una sensibilità culturale. E’ un rapporto.

Il principio dell’arte è coerente al principio culturale che ammette il Bene

E’ rispetto a queste considerazioni, che reputiamo l’azione di Dolomiti Contemporanee, un’azione condotta sulla montagna attraverso l’arte contemporanea, coerente con la necessità di valorizzare, attraverso un’opzione culturale, la consapevolezza delle caratteristiche e delle virtù della montagna stessa, rispetto all’interpretazione che ne sa dare l’uomo, e una delle sue possibili modalità di comunicazione attuali. La ricerca, di qualsiasi tipo essa sia, è la base di ogni conoscenza, che è il presupposto per qualsiasi valorizzazione. Ciò vale per la ricerca scientifica, come per quella artistica. Possiamo dire che, mentre le Dolomiti, pure in virtù di quest’attribuzione operata da parte dell’uomo, possiedono oramai quel carattere di “eccezionale valore universale“, l’arte, attraverso l’esplorazione di significati che compie, questo carattere lo va costantemente cercando. L’arte è ricerca. Una ricerca che evidenzia, descrive, rappresenta, ritrasmette, i fulcri di senso delle cose, interessandosi a tutto, e in particolar modo alle cose che assommano in sé maggiori virtù, maggiori elementi di stimolo. L’arte, agendo sulla realtà presente della cosa, sovrappone al dato fisico oggettivo l’istantaneità vitale dell’uomo e della sua interpretazione creativa. In tal modo, si mette a punto, e si trasmette, un’eredità culturale, e ciò è appunto quanto fa l’Organizzazione per l’Educazione la Scienza e la Cultura. Inoltre l’uomo, attraverso la cultura come attraverso l’arte, prende coscienza del valore universale del proprio stesso essere. I processi geologici che hanno portato alla costituzione delle Dolomiti hanno avuto inizio centinaia di milioni di anni prima che l’uomo facesse la sua comparsa sulla terra. Per le genti che hanno abitato in questa regione, le Dolomiti sono state dunque un elemento primigenio, fondante. In questo senso, rispetto all’uomo, le Dolomiti non sono geologia: non sono un muto oggetto fossile, ma un universo di senso, fonte di identità culturale, sociale, umana. E lo sono anche oggi. Per questo motivo, le riflessioni (e quindi le opere), che l’uomo realizza su questo soggetto, continuano ad essere l’espressione comunicata del suo rapporto con tale contesto, che impediscono al Bene di rimaner confinato in una dimensione fossile, estranea alla storia. Le montagne, per l’uomo, sono eterne solo in quanto egli le vede, le percepisce, ora. Perchè egli può studiarle, ed emozionarsene, ora. In sostanza, esse sono eterne in quanto sono contemporanee. Questo Bene non può, in alcuna maniera, essere sottratto, alienato, congelato, rispetto al divenire storico, alla storia dell’uomo. Il Bene, oltre ad essere il contesto generativo, è un’occasione, un cantiere culturale, un brodo colturale. E l’azione dell’uomo è sempre contemporanea, laddove sia presente al senso, ovvero consapevolmente critica. La montagna edifica relazioni, caratterizza e struttura l’uomo, coinvolgendolo, e determinandone i comportamenti. Anche queste sono relazioni genetiche. La montagna non è immobile. Il Bene è in azione. E’ uno spazio di relazioni. Per questo il fascino estetico del bene ci colpisce ed emoziona. Per questo lo ritraiamo. Ed in ciò, anche, è evidente, esso vive. [...]

Gianluca D’Incà Levis, curatore di Dolomiti Contemporanee