24 gennaio 2019

Giovedì 31 gennaio 2019Ore 20.30, Sala Comunale di San Vito di Cadorepresentazione del progetto Sanvido Apede per la valorizzazione del centro storico di San Vito di CadoreL’incontro è aperto al pubblico, la popolazione è invitata     Il progetto Sanvido Apede è nato nel 2018, grazie ad una Convenzione tra Comune di San Vito di Cadore e Università degli Studi di Padova, su iniziativa del Centro Studi per l’Ambiente Alpino di San Vito (Prof. Tommaso Anfodillo). Il significato di quest’espressione ladina è SanVito insieme.con essa ci si apre dunque ad una logica di rete. Sin dal principio si è
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2 gennaio 2019

avanti savoja, qualcuno ce l’ha sentito dire già: regale ironia di che? la Regina Margherita – regina delle arti e di ogni cosa bella, diceva Benedetto Croce villeggiò a Perarolo di Cadore nel 1881 e ’82. Allora, si sa, l’amava Carducci, che diec’anni dopo scrisse nell’ode al cadore …”al Cidolo ferve Perarolo“… Poi la Maria Teresa Giovanna tornò ad ovest, e a Gressoney fece saltare il cuore al Barone Peccoz, l’anaerobico.Allora, Perarolo era il centro commerciale del Cadore (“lariz pez e pin fa le spese ai cadorin“), la grande industria veneta del legname s’alzava (e fluitando
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31 dicembre 2018

Ascolta qui di seguito l’intervento di Tommaso Anfodillo del 31.12.2018, nella diretta del lunedì che Radiocortina dedica a Dolomiti Contemporanee: Tommaso-Anfodillo-31.12.18_il-bosco-dopo-il-29-ottobre.m4a Anfodillo ha fornito alcuni dati, e svolto una serie di considerazioni sullo stato del bosco a seguito del disastro del 29 ottobre 2018, che così profondamente ha segnato la nostra provincia: //Tommaso Anfodillo, biologo, è Ricercatore e Professore Associato in Scienze Forestali all’Università degli Studi di Padova, Dipartimento TESAF, e Direttore del Centro Studi per l’Ambiente Alpino di San Vito di Cadore.
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30 dicembre 2018

Il Museo Diocesano di Feltre è stato inaugurato la scorsa primavera (2018), dopo un importante ampliamento e un lungo, straordinario restauro. Fondazione Cariverona ha contribuito in modo fondamentale a questo recupero: qui come a Belluno (Museo Civico Palazzo Fulcis, Palazzo Bembo) e a Pieve di Cadore (Forte di Monte Ricco). Risplende il Patrimonio salvato: come valorizzarlo compiutamente? Il Museo funziona: è nuovo, la gente ci va. E quanto funziona? Come si anima una struttura dotata di una ragguardevole Collezione? La Collezione è sufficiente? Come si manifesta, come parla, la Collezione, e a chi? Nel pomeriggio di mercoledì scorso, eravamo
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3 ottobre 2018

Venerdì 19 e sabato 20 ottobre 2018: viene l’Openstudio di finestagione di Progettoborca, in curvatura. Molti degli artisti che hanno operato negli scorsi mesi nella Colonia dell’ex Villaggio Eni di Corte di Cadore, all’interno della piattaforma di Progettoborca, tornano a finalizzare e a presentare il proprio lavoro. Il programma si articolato sui due giorni, con presentazioni, allestimenti, installazioni, performance, proiezioni, talk, edizioni, stampa e cerviaseizampe. Giovedì 18 e domenica 21 ottobre, staffetta Borca/Pieve di Cadore, dove, nell’ambito di Brain-tooling, si realizzeranno una proiezione (Caterina Erica Shanta) e una performance (Evelyn
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2 ottobre 2018

anche per il 2018 dolomiti contemporanee aderisce alla giornata del contemporaneo amaci, giunta alla 14a edizione. sabato 13 ottobre 2018, la mostra brain-tooling, allestita presso il forte di monte ricco a pieve di cadore, sarà visitabile gratuitamente in orario 10.00-12.30 e 14.30-18.30. ricordiamo che nella stessa giornata si svolgerà al forte il workshop: monte ricco: progetti e pratiche contemporanee di rigenerazione del patrimonio a cura della fondazione centro studi tiziano e cadore e dolomiti
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21 settembre 2018

Dolomiti Contemporanee partecipa alla conferenza Cambio di paradigma, visione innovativa e governance per la crescita sostenibile del territorio, che si svolge venerdì 21 settembre 2018, alle ore 16.00, in Sala Bianchi, Viale Fantuzzi (Belluno).La conferenza è organizzata dalla Fondazione Società Bellunese.I temi che verranno discussi sono quelli che ci impegnano quotidianamente, ovvero la riprocessazione, culturale e funzionale, dei potenziali territoriali, e del cosiddetto Patrimonio.Con Luciano Gallo, e con l’UTI delle Valli e delle Dolomiti Friulane, abbiamo iniziato a lavorare negli scorsi mesi, alla Ex Centrale Idroelettrica A. Pitter di Malnisio, e al
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24 agosto 2018

gli animali che arrampicano e che si spostano in quota – seconda conversazione in gravità – un progetto di penzo+fiorein brain-tooling di dolomiti contemporanee Venerdì 24 agosto 2018ore 18.00 – Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore  (BL) Venerdì 24 agosto 2018 alle 18.00, Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore ospiterà la seconda conversazione ideata dal duo Penzo+Fiore, questa volta per indagare le leggi dell’alta quota. l’incontro è aperto al pubblico.Dopo aver parlato, lo scorso 13 luglio, di piante che sfidano l’altezza, si approfondiscono ora alcuni temi legati agli animali del territorio, in particolare ungulati e grandi
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19 agosto 2018

Tabula 4+1  Performance di Evelyn LeveghiDomenica 19 agosto, dalle 12.30 alle 14.00Batteria Castello (esterno), Colle di Monte Ricco, Pieve di Cadore46° 25’ 37.588” N, 12° 22’ 44.338 E—Proseguono le attività legate alla mostra-laboratorio Brain-tooling, allestita al Forte di Monte Ricco, a Pieve di Cadore. Domenica 19 agosto 2018, l’artista Evelyn Leveghi realizza una performance legata al cibo all’esterno di Batteria Castello, il Forte gemello di Monte Ricco, a breve distanza da esso. Prima live performance del progetto Tabula 4+1 – desinare in conversazione con il paesaggio di Evelyn Leveghi.La performance vede protagonisti tre giovani
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3 luglio 2018

Le piante e la sfida all’altezza – prima conversazione in gravità -Un progetto di Penzo+Fioreper Brain-tooling di Dolomiti ContemporaneeVenerdì 13 luglio 2018ore 18.00 – Forte di Monte Ricco, Pieve di Cadore  (BL)Venerdì 13 luglio 2018 alle 18.00, il Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore ospiterà un incontro ideato dal duo Penzo+Fiore, per indagare il tema delle piante che sfidano l’altezza. L’incontro, aperto al pubblico, ne precede altri due, che svilupperanno i temi degli animali e degli uomini che scalano.La serie di incontri intavola una serie di riflessioni tematiche a partire dal concept centrale di Brain-tooling, la mostra
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pics/il mio studio è tra i boschi

e dunque ieri, domenica 12 gennaio, DC e Rave e Sponge si son trovati a parlare nella sala consiliare del comune di erto e casso, che ha ospitato il talk il mio studio è tra i boschi, moderato da daniele capra; dibattito sul tema delle residenze d’artista legate a contesti caratterizzati da una forte presenza dell’elemento naturale (e animale, per rave); emersa dalla nebbia mattutina, la sala, bella ghiaccia all’inizio, era piena (crioterapia contemporanea): gente da veneto e friuli, e un manipolo di artisti; poi, all’ultimo, il nostro amato sindaco-caldaista, ha sistemato l’impianto, e noi abbiamo ammainato -provvisoriamente- i gloriosi prosecchi (corpi scaldanti per scaldanti i corpi), e aperto i microfoni; han parlato tiziana pers, giovanni gaggia, gianluca d’incà levis; un buon ritmo, non le solite chiacchiere noiose e fiacche, la gente non dormiva, quando c’è energia e voglia di scambiare e comunicare si sente, è piuttosto elementare questa cosa, e agli altri, buonanotte; le cose dette saran riprese a breve: un documento video, un atto sintetico; tra queste, ecco alcune delle più significative: l’azione dell’artista, è efficace, e impattante; l’artista non è un copista, e la residenza non è una carta carbone; l’artista può recare nuovi impulsi, produrre significati, e interazioni con il contesto, dell’ambiente, della socialità/comunità; non fa un’opera, innesca relazioni; questo è quanto avviene in particolar modo durante le residenze, che sono opportunità di relazioni; quindi non solo atti di produttività artistica, ma interazioni propulsive, a livello sociale, umano; i tre progetti, non stanno nel tinello, ma SPAZIANO: la dimensione d’apertura è alla base delle loro pratiche: però concretizzano la loro azione sul territorio e le sue specificità; ci si è soffermati sugli aspetti di interazione e scambio (in alcuni casi positivi, in altri complessi o critici) tra i tre progetti e le comunità di riferimento; la coltivazione delle reti locali, a livello sociale/umano, trae vantaggio dalla residenza, che costituisce una funzione implementante, in questo senso: apre, spalanca, e consente di divorare le distanze e gli scetticismi -all’inizio, ubiqui; gli artisti non ritraggono/rappresentano un soggetto: lo modificano; non descrivono un luogo: entrano nell’economia della sua identità (perchè la residenza è vivere il luogo, più che nel luogo); la logica della rete, può essere spesa, per orbite esterne, a diversi livelli: vale nelle relazioni umane, come nella politica dei progetti (questo soprattutto in DC, che, agendo su siti e in contesti complessi, adotta e progetta strategie adeguate): quindi, le considerazioni rispetto alla necessità di operare nei contesti specifici attraverso politiche culturali integrate che sappiano collegare i diversi soggetti ed enti che attuano (o dovrebbero attuare) governance e valorizzazione dei territori stessi, insomma, appunto, le strategie; la modalità relazionale è condizione necessaria a chi voglia far opera di integrazione di àmbiti e network differenti, con l’obiettivo di valorizzare le risorse del territorio; si dimostra, attraverso azioni condivise, che è sicuramente possibile ottenere risultati efficaci, e che la cultura, se progettata secondo visioni e modelli strategici, può svolgere in ciò un ruolo funzionale; e agli altri, ancora, buonanotte; ma sto un po’ divagando, sui casi miei; altre note son venute sul rapporto specifico tra l’opera degli artisti ed il contesto naturale, inteso come risorsa incentivante e palestra potente di stimoli, fisici, concettuali, artistici, culturali; e poi, anticipati alcuni progetti per il 2014, molti, ma di questi diremo poi, in sede legale; dopo due ore, i pentoloni di rave son montati sulle piastre, rimescolamento, mentre montavano le mousse-veg, ottime, quindi le due minestre, for me the spicy one: la sala consiliare, è diventata conviviale, una sarabanda di masticazioni e suzioni; sorbite le ultime cucchiaiate, ed eran le due, un contingente di valorosi è andato a cercarsi il sentiero del trui del sciarbon, che da erto conduce a cas; in programma, la visita al nuovo spazio di casso, spalto di casso; gli altri lassù in auto, serpente sui tornanti; ora taglio: lo spazio di casso dà paura e gioia a tutti: è formidabile la sua potenza, la sua collocazione, la sua vocazione, che dc ha imbracciato (e spara); nessuno (tranne un grullo di pietra), può restare indifferente, là; quindi, non ci dilunghiamo a descrivere, e invitiamo chi non c’è stato ancora, a venirci, a vedere, sentire, comprendere; si è visitato lo spazio, compresi i resti di upokeimenon e chungawacra, ancora integra, e ancora molto parlato e discusso, prima di rifugiarsi da luigina, al k2, dove le nostre eterogenee diecine si son radunate alfine e mescolate ai cassani, e son corsi i brulè, accanto alla stufa, che fuori il buio inghiottiva la valle, e rimontava il gelo, e pareva di esser tornati in sala consiliare alle 11.00; ma il cielo era impressionante, al crepuscolo, mentre lo spazio gettava fasci di luce gialla nella notte, come una fornace superalimentata: da noi; e quindi siam calati a valle, dove l’allegra coda dei turisti domenicali d’ampezzo montava i, consueti, cori a bestemmia, ma le nostre teste eran leggere, le labbra increspate in sorrisi ai pensieri pensosi delle cose numerose che faremo: perchè, effettivamente, il giorno era stato carico e buono, e, parlando e muovendo per queste terre alte, nitide, spettacolari, abbiamo seminato, eccome;