eliane diur/sky meets ground
Eliane Diur, Sky meets Ground, 61 x 45 cm, oil on canvas, 2025
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Il dipinto si ispira al modo in cui gli esseri umani creano spazio per se stessi in un paesaggio che torreggia sopra di loro.
Milioni di tonnellate di roccia evidentemente non costituiscono un ostacolo, bensì un invito.
La gente vedeva le montagne e pensava: “Voglio andarci!”
Nelle Dolomiti le case si adagiano sui pendii, seguendo le linee delle montagne come se danzassero con loro.
Materiali e forme riflettono la natura, ne riprendono la struttura e si fondono con essa.
Ma c’è anche qualcosa di strano in questo intervento: un parco giochi nel fondo della valle, cantieri dove si sta costruendo qualcosa di nuovo.
Abitare, divertirsi, vivere su più piani.
Soprattutto, la nebbia si posa sulle cime delle montagne.
Come un testimone silenzioso dell’interazione tra uomo e natura.
Sembra portare una sorta di equilibrio all’immagine.
Un equilibrio tra adattamento e cambiamento.
E tra conservazione e progettazione.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
martin schuster/borca days 1 & 2
Martin Schuster, Borca Days 1 & 2, olio su tela, 55 x 45 cm ciascuno, 2025
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Borca Days 1 & 2 è una raccolta di ricordi dipinti, foto e disegni del mio soggiorno all’ex Villaggio Eni, a Borca di Cadore, nell’estate 2025.
I due dipinti ad olio di piccolo formato offrono uno scorcio frammentato
o meglio un paio di scorci su come ho vissuto questa parte delle Dolomiti attraverso il filtro visivo del mio lavoro.
Ho cercato di comporre dettagli delicati in una sorta di collage-istantanea
senza lasciarmi troppo coinvolgere e trasportare dalle viste mozzafiato su queste sensazionali montagne. Nel far
questo ho trovato la libertà e la gioia della pittura.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
xueqing zhu/attacca! e ricorda di essere aggraziato
Ho trovato un opuscolo abbandonato in un mobiletto abbandonato in un bagno deserto della Colonia. Raccontava il tipo di felicità che un tempo le persone ricercavano: come promuovere un luogo? I bambini giocavano davanti alle tende e gli adulti si allenavano insieme con gioia. Che tipo di felicità ricercavamo? Era una specie di fantasia socialista? O l'orgoglio del capitalismo? È già diventato ridicolo con il passare del tempo? Chissà! Piuttosto, facciamo scherma!
我在废弃浴室的废弃柜子里找到一张废弃的宣传册,它记录了人们曾经追捧的快乐,如果想宣传一个地方如何做? 孩子们在帐篷前玩耍,大人们其乐融融地一起运动。我们追捧的快乐是什么?是某种社会主义的幻想?或者是资本主义的骄傲?是否随时间流逝已经开始变得可笑?谁知道呢!还是让我们击剑吧!
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
nazzarena poli maramotti/la sonno
Il vaso non porta più sé stesso né il suo contenuto, quindi. Assume, integra il carico, scioglie, sconfina e si sdraia, come una donna stracca nell’ambiente dilatatorio, prato cielo o mente che sia, si son persi i confini tra l’oggetto e il suo carico interno e l’ambiente-contesto, che è l’aria munta, si materializza un nuovo paesaggio interconnesso, pruridimensionale, che reclina, collassato nel tempo sbrecciato, allestito insieme ai piccoli pezzi-frammenti di altri lavori, che qui trovano casa. E l’idea di questa piccola intima forma domestica aperta di magma debole, incerta, nello spazio trasformante, è per l’appunto contenuta nel nome, La Sonno, al femminile dialettale, una riproposizione che dolcemente, teneramente, guida all’unione compositiva.
L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
giorgio orbi/marmarole
Toni “Capitan Barancio” Sanmarchi 1973
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L’opera è parte delle mostra “Detriti Frammenti Schegge Brecce”, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
Sabato 15 novembre – Host Rock, Fluidi Connati e minestre di sassi a Casso - le foto
Ci vediamo poi da Ariele il 16 frimaio, anche lì, solo anime connnate, niente consorterie dannate.
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Foto Teresa De Toni
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l'evento è parte del programma dei Dolomiti Days 2025, iniziativa promossa dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, che si realizza in collaborazione con Fondazione Dolomiti Unesco, Magnifica Comunità di Montagna Dolomiti friulane Cavallo e Cansiglio e Ecomuseo Lis Aganis, insieme al Comune di Erto e Casso.
24 ottobre – Lampo del Frammento - le foto
Lampo del Frammento, 24 ottobre 2025, Nuovo Spazio di Casso e Lago del Vajont
vere bestie/s a l v a s c h e r m o
vere bestie, S A L V A S C H E R M O, Installazione video, 9 monitor da 26’’ a 55’’, durata variabile da 10’ a 22’ 35’’, 2025
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Vere Bestie è un gruppo d’arte in ambiente con prospettive transmediali e dialogiche.
Il collettivo ad oggi è costituito da artisti emergenti selezionati da Simone Cametti, che sono: Sara Antonellis, Gabriele Ciulli, Niccolò Di Ferdinando, Alexandra Fongaro, Davide Miceli, Alice Papi, Clarissa Secco.
Fondato nel 2025 dopo una residenza artistica in Dolomiti Contemporanee, tenutasi all’interno di Progettoborca, dal titolo Litogenesi casalinga, e incentrata sulla tematica della geologia proiettiva.
Qua, se vedi i video integrali in mostra, alle volte vedi passare gli artisti stessi, mentre si muovono per boschi, ci son dei suoni, non si tratta (?) di un’Attività Paranormale, in Residenza scalavano i muri di Casa Cametti e andavano in giro per la Colonia, il Cadore e Resto dei Reami, avanti e laddietro.
Da ultimo Leo scala la scala.
S A L V A S C H E R M O è un'installazione audiovisiva ideata come presentazione e primo intervento del gruppo VERE BESTIE. I video sono stati girati in notturna dai componenti del gruppo in diversi boschi italiani in zona Appenninica e Alpina. L'installazione segue un'ottica granulare sia per quanto riguarda la disposizione degli schermi all'interno del Nuovo Spazio di Casso, sia nella maniera in cui sono stati filmati. Frammenti di girato rimandano ad un'impressione di continuità, dialogano con le figure spettrali umane e non umane che compaiono quasi impercettibili a velocità diverse sugli schermi. Anche l'audio segue il tempo sospeso del resto dei dispositivi video, tra stasi e movimento ricorrono suoni che richiamano l'anima boschiva, oscura e allo stesso tempo digitale dell'opera.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto: Teresa De Toni, Chiara Beretta
giovanna bonenti/marcatrice/pieghe coricate/crisalide
Giovanna Bonenti,
Marcatrice, ceramica dipinta a engobbio, 16,5x25 cm, 2024;
Pieghe coricate, ceramica dipinta a engobbio, 17,5x17 cm, 2024;
Crisalide, ceramica dipinta a engobbio, 14x16,5 cm, 2024
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Le ceramiche sono una riflessione sul nostro passaggio e segnalano una presenza che in qualsiasi momento può trasformarsi in assenza, forme che cercano una forma, una collocazione stabile in un luogo precario, frammenti di possibilità che si stanno compiendo, spazi bucati che si riempiono, pieghe che si generano nell’incontro tra forze. Un’illusione orchestrata per mezzo della luce che modella i profili dei rilievi ammorbidendone e accentuandone le intensità. Attraverso la pressione si disegnano pieni e vuoti che suggeriscono quell’irresistibile tentazione del verificare, toccando. Le ceramiche delineano una sorta di dimensione tattile della visione dove la luce, sagomando gli spessori, sembra riuscire a provocare la sensazione fisica di quei rilievi, consentendo di fare esperienza tattile attraverso la vista.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
sebastiano pallavisini/eruzione cutanea
sebastiano pallavisini, eruzione cutanea, ceramica smaltata, 30x30x30 cm max, 2025.
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La struttura gerarchica dei cinghiali si basa su un sistema matriarcale, in cui la femmina dominante detta matrona è madre di tutte le altre femmine e l’unica a riprodursi. L’uccisione della matrona libera dal controllo sociale le altre femmine del branco, le quali si disperdono e si riproducono dando vita ad altri branchi. Questo fenomeno porta ad un progressivo aumento della popolazione, aggravando il fenomeno delle “invasioni di cinghiali”. L’opera richiama ironicamente il fenomeno di “frammentazione del branco”, da una ferita (l’uccisone della matrona) fuoriescono orde di cinghiali.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
caterina erica shanta/naufragio
caterina erica shanta, naufragio, stampa digitale su tessuto nautico, 3x2 metri, 2025
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Lamiera di copertura di un tetto della Colonia di Corte di Cadore (ex Villaggio Eni), strappata da un grande vento alpino e schiantata al suolo a decine di metri di distanza.
L’immagine è tratta da un modello tridimensionale fotogrammetrico della stessa, da cui l’artista ha scelto un punto di vista, per riproporlo stampato su tessuto nautico.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni
francesco ardini/costellazione
francesco ardini, costellazione, ceramica, cristallina, smalti e polvere ceramici di recupero, argilla del territorio, telaio in legno e acetato, 89x180x100 cm, 2025
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Dice Francesco, che un anno fa ci disse: …voglio rifare il tetto dell’ex scuola di Casso…:
Nel cuore delle Dolomiti, a Casso, la vecchia scuola — oggi spazio di Dolomiti Contemporanee — è un luogo che si riattiva ogni giorno come laboratorio di forme e significati. Per la mostra Detriti, Frammenti, Schegge, Brecce ho creato l’installazione Costellazioni.
Con Emiliano Oddone, ho recuperato alcune lastre di pietra originali dei tetti di Casso da una piccola cava locale, e ne ho realizzato un calco: l’oggetto, carico di tempo, diventa matrice. L’installazione prende la forma di una tettoia sospesa: da un lato la silhouette bianca della lastra-coppo emerge come reliquia contemporanea; dall’altro la materia si disgrega in una scia di pigmenti, polveri e argille raccolte nel paesaggio insieme a un geologo. La pietra si fa detrito cosmico, una geografia che guarda in alto.
Il riferimento è il katasterismós (καταστερισμός): nel mito greco gli dei ‘appendono’ al cielo figure amate e oggetti sacri, trasformandoli in costellazioni. ‘Costellazioni’ prova a catasterizzare il presente: elevare un frammento del quotidiano a segno d’orientamento, una piccola stella domestica. La tettoia sospesa diventa una volta celeste terrestre; la polvere minerale si dispone in traiettorie, come se il paesaggio si traducesse in cielo.
Geologia, archeologia del reale e immaginazione mitica si intrecciano. Non una celebrazione del passato, ma una pratica attiva: trasformare la materia per abitare l’oggi, trovare nuove mappe, nuovi modi di restare.
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L’opera è parte delle mostra Detriti Frammenti Schegge Brecce, Nuovo Spazio di Casso, fino al 31 dicembre 2025
Foto Teresa De Toni