9 ottobre – casso vajont

9 ottobre.
taci.

Non è la prima volta che lo facciamo.

Qualcuno potrà dire: già letto, sto sermone.

Rileggilo allora.

Non la prima volta.

Ma una cosa distantissima da un rituale.
E’ un’azione.

Noi non siamo pastori.


Ci viviamo, nei siti della montagna, mica li conquistiamo (al limite li scaliamo: al limite perchè sono siti al limite, e illimitati – nella potenza reiniettabile, non nel mortifero sentenziarli).


Li allestiamo dapprima: del nostro pensiero.

Che è pubblico, non privato.

Come la nostra azione: che non è gelosa, né possessiva mai: è frontale.

Non una consuetudine dunque.

E piuttosto: una misura dell’esserci dell’essere.
Riti e schemi e abitudini e consuetudini non interessano, non fan per noi.

Intendiamo le abitudini della psiche, gli accomodamenti dell’uomo. 

La convenzione.

Non li si vuole, li respingiamo.

Il Nuovo Spazio Di Casso sta sopra alla Diga umida.
Ma Casso è spesso ventilato: l’aria è ben secca qui (beh, non stasera). 

Si respira bene.

Si respira a fondo.

Lo Spazio stasera, e fino al termine della notte, rimane acceso. 

Ma nessuno può visitarlo.
Non è chiuso, non un asserragliamento.

I serragli sono altro da noi.

Che appicchiamo la dopamina all’intelletto fragile, mica scosso: letargico.
Ma la porta oggi non si apre.



E’ acceso e rifulge, lo Spazio risignificato: è questo il punto: non è spento, e buca l’oscurità, proiettandosi.
Siamo dentro e vigili, e diritti: mica dormiamo.
Dormiamo pochissimo d’altronde.

abbiamo mai sonno.


Non ci stanca il lavoro: non abbiamo un lavoro.

Abbiamo un’idea, e un piccone. 

Come ogni minatore, e poeta (quanti poeti minatori, guastatori, ladri, intolleranti l’intollerabile. da sempre. finalmente).

Porta una picca, il minatore della montagna inesausta.
Alcuni pensano al Vajont solamente il nove ottobre.

Ecco perchè oggi qui non si entra.


Non è interdizione.

E’ riflessione (la luce).


Ci sono trecentossantaquattro giorni all’anno in cui puoi entrare.

Questo giorno no.

Entra sempre. O non entrerai mai.

Qui si lavora, non si commemora.

Non interessano le cerimonie, ancor meno i cerimoniali.
Di certo non è sfregio, né un’ardire insensibile, questo nostro.
E’, anzi, il rifiuto del confinamento della cosa nella memoria d’un solo giorno.

Che rimane un egoismo sparagnino, alle volte una formalità.

Perchè qui invece la cosa è sconfinata, e perenne, evidentemente.

E però si muove: non è inchiodata, né striscia.



Un po’ come l’otto marzo, per fare un paragone un poco prosaico (per chi ancora non capisce).

Vergognoso e avvilente sempre l’unico giorno del rispetto, della considerazione d’un valore, d’un diritto, d’una redenzione o risarcimento, per una parte dello spirito degli uomini (o donne che siano, cose c’entra il genere?). 

Allora ardemmo metricubi di mimose.


Ora stiamo: per muovere.

Scurirà del tutto.

Tornerà il giorno.

Non spegneremo la luce.

E così via.

 

 

news

18 luglio 2020

  Dolomiti Contemporanee è una delle Bandiere Verdi del Rapporto Carovana delle Alpi 2020 di Legambiente 2020, che premia “pratiche innovative ed esperienze di qualità ambientale e culturale nei territori montani“.19 le Bandiere assegnate nell’arco
[continua a leggere]

15 aprile 2020

  Mercoledì 15 aprile 2020 Dolomiti Contemporanee partecipa a un incontro in remoto incentrato sul tema della riattivazione dei territori montani e abbandonati. L’incontro fa parte dei Laboratori di innovazione per la rigenerazione di spazi dismessi.Ricerca e incontri
[continua a leggere]

9 aprile 2020

La Casa Editrice Tabacco è partner di Dolomiti Contemporanee dal 2011. La montagna è un ambiente eccezionale, e complesso.Per affrontarla, bisognerebbe conoscerla.A meno che non si pensi d’andarci solo alla “vien come viene”, senza saperne nulla, guidati dal
[continua a leggere]

1 novembre 2019

  Non si interrompe il filo (corda) che lega DC a Palermo: tutta questa croda calda nell’isola, che amiamo. Dal 6 novembre all’8 dicembre 2019 si svolgerà a Palermo Übermauer, la seconda edizione di BAM-Biennale Arcipelago Mediterraneo, con un core program a
[continua a leggere]

22 ottobre 2019

Venerdì 25 ottobre 2019, Dolomiti Contemporanee ospita il workshop Dopo Vaia: agricoltura in montagna e cambiamento climatico.Si tratta di un’iniziativa della Fondazione Dolomiti Unesco in sinergia con Ufficio Biodiversità della Regione Friuli Venezia Giulia.Uno
[continua a leggere]

2 ottobre 2019

Tiziano Contemporaneo: avviamento del progetto al Forte di Monte Ricco a Pieve di Cadore (2017/2019)Tutti lo sanno: Tiziano Vecellio nasce a Pieve di Cadore (Bl), negli ultimi anni del quindicesimo secolo.A maggio 2017, dopo lungo restauro eseguito con il fondamentale sostegno
[continua a leggere]

30 agosto 2019

Michelangelo Penso Vibration tree8 speaker; 80 sezioni di tronco d’abete rosso; 24 voci: 12 testimonianze su Vaia di abitanti del Cadore; 12 interventi di esperti forestali su diversi aspetti legati a Vaia, foresta, clima; 100 metri di cavo; un sistema audio, voce di una
[continua a leggere]

11 luglio 2019

 DC2019 cantieredivaia— To Be Here and There, mostra collettivaa cura di Gianluca D’Incà Levis e Evelyn LeveghiForte di Monte Ricco, Pieve di Cadore (Bl)giugno/settembre 2019 Workshop Stream – arte architettura rigenerazioneForte di Monte Ricco e
[continua a leggere]

6 giugno 2019

Dolomiti Contemporanee prende parte a Musei delle Dolomiti. Venerdí 7 giugno, il nuovo progetto della Fondazione Dolomiti Unesco viene presentato agli operatori museali al Museo Etnografico della Provincia di Belluno, nell’ambito di una tavola rotonda a cui prendono parte il
[continua a leggere]

23 maggio 2019

DC partecipa all’incontro: Le pratiche artistiche e culturali come cura delle fragilità dei luoghi e delle persone, che si svolge domenica 26 maggio 2019, ore 15.00, Palazzo delle Esposizioni, Roma. Intervengono: Claudio Bocci, Direttore di Federculture Leonardo Delogu,
[continua a leggere]
dc 2017 video
dc 2016 video