Dolomiti Contemporanee partecipa a LZlab – Roundtable # 1

Forte Marghera – Parco del Contemporaneo 8 giugno 2012   La collaborazione tra Dolomiti Contemporanee e Forte Marghera/Parco del contemporano è iniziata il 25 maggio scorso con l’inaugurazione della mostra Future, Landscape. Il panel dell’8 giugno, LZlab – Roundtable # 1 è un altro momento d’incontro e scambio tra queste due realtà che si rapportano a loro volta con altri progetti attivi nel Veneto. Altri eventi espositivi e di approfondimento tematico saranno proposti nei prossimi mesi tra Forte Marghera e i siti attivati da dc nella Provincia di Belluno e nel territorio dolomitico.     PROGRAMMA   h 11.00-11.30 Apertura dei lavori Gianfranco Bettin, Assessore all’Ambiente e alla Città Sostenibile del Comune di Venezia Fausta Bressani, Direzione Beni Culturali, Regione del Veneto   h.11.30-13.00 Pensare no-profit in Veneto Andrea Bonifacio – Marco Polo System geie Riccardo Caldura – Parco del Contemporaneo Gianluca D’ Inca Levis – Dolomiti Contemporanee   h. 14.30-16.00 Dal network al laboratorio, i modi della produzione indipendente Anna Detheridge – Connecting Cultures Gino Gianuizzi – Associazione neon>campobase   h. 16.00-18.00 La relazione con il contesto, approcci teorici e pratici con il contesto fisico e sociale BridA – Tom Kerševan, Jurij Pavlica, Sendi Mango Associazione e: – Francesco Ragazzi, Francesco Urbano   Coordina l’incontro: Chiara Sartori, critica e curatrice indipendente  

ericailcane in dc

due fiammate; in due giorni, di 10 ore e non 11 ciascuno, ericailcane ha fatto nuovi i silos gemelli dell’ex cementificio di vignole, belli smangiati dal tempo, e stagliati contro lo spiz vedana ed i monti del sole; scheletri e pesci e bolle e un beffardo leone di san marco

cava 2 – i fant

altri siti – video

le masiere

edificio schiara – on the roof

il bunker

il bunker. una piccola costruzione geometrica di cemento a due vani nell’area scoperta tra l’edificio pavione e l’edificio sass de mura.
legenda
Henry Purcell nacque probabilmente a Westminster il 10 settembre del 1659. Suo padre, Henry Purcell il Vecchio, era un Gentiluomo della Cappella Reale e cantò all’incoronazione di re Carlo II d’Inghilterra. Fu maestro del coro dell’Abbazia di Westminster per tre anni, ricoprendo anche vari incarichi nell’Orchestra Reale e condividendo il ruolo di “liuto e voce” con Angelo Notari. Alla morte di quest’ultimo, avvenuta probabilmente nel 1663, Purcell il Vecchio si fece carico anche delle mansioni lasciate inadempiute dal collega, morendo però anch’egli l’anno successivo, nel 1664. Secondo alcune fonti biografiche dell’epoca, il giovane Henry doveva avere circa 6 anni alla morte del padre, cosa che farebbe perciò risalire la sua nascita al 1658 anziché al 1659. La questione sembra al giorno d’oggi ancora lungi dall’essere risolta. Dopo la morte del padre nel 1664, anno della nascita di suo fratello Daniel, anch’egli in seguito compositore, il giovane Henry venne seguito da suo zio Thomas Purcell (1682†), il quale gli dimostrò sempre grande affetto e gentilezza. Anch’egli Gentiluomo della Cappella Reale, successe ad Henry Lawes come liutista di corte, ottenendo anche altri incarichi di rilevanza, probabilmente in virtù del favore e dell’influenza che deteneva presso la Corona. Grazie al prestigio dello zio, il giovane Henry divenne così corista nella Cappella Reale sotto la guida del Capitano Cooke, un valente musicista che ottenne il rango militare combattendo per la causa dei Realisti durante la Guerra Civile. Secondo quanto attestano i diari di Samuel Pepys, Cooke aveva uno straordinario assortimento di fanciulli sotto di sé che istruì con grande rigore e dedizione. Quando qualcuno di loro si accingeva per la prima volta a scrivere qualche composizione, egli lo incoraggiava vivamente. Proprio in questo ambiente così fecondo il giovane Henry Purcell passò la sua infanzia, sviluppando abilità sorprendenti. Leggende narrano che Purcell componeva musica già all’età di 9 anni, ma la prima opera che poté essere attribuita a lui fu un’ode per il compleanno del Re, risalente al 1670. Cooke morì nel 1672 e Pelham Humphreys venne nominato nuovo maestro di cappella. Esperto musicista, Humphreys aveva lavorato sotto la guida di Jean-Baptiste Lully. Non è noto se egli abbia avuto anche altri maestri a Parigi o in Italia, ma probabilmente apprese molta della tecnica di Giacomo Carissimi, assai in voga in quel periodo. Pur non avendo né la ricca immaginazione, né la genialità compositiva di Purcell, egli ebbe comunque il merito di aver introdotto nuovi stili compositivi e un nuovo metodo d’insegnamento, aprendo vie ancora sconosciute alla scuola barocca britannica. Fu una sfortuna per l’Inghilterra che egli morì così prematuramente. Hemphreys aveva indubbiamente talento, dimostrandosi meno artificioso rispetto a John Blow, che gli successe nel 1674. Questi in seguito si vantò di essere stato il maestro di Purcell, e, siccome il giovane Henry fu certamente il suo pupillo, non ci sono ragioni di dubitarne. Henry Purcell aveva circa sedici anni quando Humphries morì, ormai era abbastanza cresciuto per essere un semplice corista. Sui registri dell’Orchestra Reale, il 10 giugno 1673 è annotata «l’autorizzazione per ammettere Henry Purcell nelle funzioni di custode, fabbricante, riparatore, accomodatore ed accordatore di organi, virginali, flauti e tutti gli altri qualsivoglia strumenti a fiato di Sua Maestà, ed assistente di John Higston».[2] Nel 1683, quando Purcell era ormai divenuto organista dell’Abbazia di Westminster, fu nominato «fabbricante e custode di organi al posto di Mr. Hingston, deceduto».[2]